venerdì 28 luglio 2017

APPROVATO IL NUOVO PIANO VACCINALE: una piccola considerazione personale.

In genere evito di scrivere post dove esprimo il parere personale su questa o quella faccenda, non rientra tanto negli scopi del blog ecco, creato con lo scopo di voler condividere e parlare di ciò che studio e che mi appassiona. Ma per una volta farò uno strappo alla regola.
E' stato finalmente approvato il piano vaccinale. Parliamoci chiaro, vi era la necessità di prendere una netta posizione sul drastico calo delle vaccinazioni nel nostro paese, soprattutto dopo l'epidemia di morbillo che ormai è presente nel nostro paese. La vaccinazione è un dovere oltre che un diritto, proteggendo se stessi si protegge anche chi ci sta intorno evitando tutte le conseguenze a cui molte patologie ci espongono.
Sul dilagare dei movimenti no-vax non mi voglio soffermare ne dilungare assolutamente, sicuramente alla base vi è una grave disinformazione.
Le vaccinazioni obbligatorie passano quindi da quattro a dieci, restano facoltative quelle anti-pneumococco ed anti-rotavirus, i vaccini contro meningococco B e C.
Innanzitutto bisogna sottolineare che le vaccinazioni raccomandate non sono vaccinazioni di serie B così come non lo sono le patologie verso le quali sono indirizzate. E' sicuramente una vecchia distinzione fatta nel passato, una misura obbligatoria resa necessaria per rispondere in maniera coatta nei confronti di quelle terribili malattie che avevano causato migliaia di morti o gravi danni alla salute. Le vaccinazioni da questo punto di vista hanno avuto un indiscutibile successo e diciamocelo pure lo ha avuto anche la scelta di renderle obbligatorie, diminuendo enormemente e in alcuni casi annullando le catene di trasmissione dei patogeni. Quindi alcune vaccinazioni furono considerate obbligatorie, rispetto ad altre sicuramente a causa dell’emergenza epidemica del tempo e dalla necessità di dare una copertura immunitaria a tutti. Raccomandato o obbligatorio è solo una distinzione obsoleta in parole povere. Ogni stato opta sicuramente per quelle che ritiene le strategie più adeguate, ma qui ci sarebbe da discutere molto. In Inghilterra si sono verificati anche seri problemi sanitari a causa della scelta di non obbligare le vaccinazioni, ed eventuali corse ai ripari. Personalmente ritengo giusto da parte di uno stato prendere una netta posizione riguardo ad un argomento così importante, ritengo giusto "imporre" un'obbligatorietà, soprattutto a fronte di un netto calo della copertura vaccinale e quindi di quella famosa immunità di gregge che ci permette di proteggere le comunità. Mi rendo conto che il concetto di obbligatorietà può far storcere il naso o lasciare interdetti. Ma è assolutamente necessario! Qualcuno parla di responsabilizzare le persone alla vaccinazione, ma attenzione non è così semplice. Parliamoci chiaro, promuovere, significa informare, educare, ma per farlo c'è bisogno anche di una controparte che con senso civico risponda positivamente, con responsabilità appunto; e quando la responsabilità manca si verificano brutte cose!
A questo aggiungiamo una non adeguata lotta alla disinformazione portata avanti da movimenti anti-vaccinisti (tra le cui fila annoveriamo persone dal basso profilo culturale e di istruzione perdonatemi, non saprei come altro definire ciarlatani/somari che si improvvisano cultori della materia), una scarsa attenzione e non adeguata comunicazione dei rischi ed una brutta e culturalmente scorretta avversione nei confronti della prevenzione (dal non voler rispettare o impegnarsi a capire perchè certe cose vengono fatte), nei confronti non solo di se stessi ma anche del prossimo, della comunità in cui si vive, perché la salute non è solo un sacrosanto diritto, ma diventa un dovere altrettanto sacrosanto. Con le vaccinazioni si protegge anche il prossimo. Ovviamente con ciò non significa che sia stata limitata la libertà delle persone, libertà non significa libertinaggio, non significa fare quello che ci pare e piace. Quando si vive in una comunità bisogna prendersi delle responsabilità e vaccinarsi rientra tra queste. Evitare che le patologie si diffondano, con tutte le conseguenze del caso. 

mercoledì 26 luglio 2017

IL MORBILLO


Il morbillo è una patologia particolarmente contagiosa, causata dal virus del morbillo.
Famiglia: Paramyxoviridae.
Sottofamiglia: Paramyxovirinae.
Genere: Morbillovirus.
Colpisce principalmente nella prima infanzia, i bambini in particolar modo in un età compresa già a partire dagli 1 ai 3 anni di età.
Il serbatoio è rappresentato dall'essere umano, è quindi una patologia esclusivamente umana.
Una volta contratto, da un'immunizzazione che dura potenzialmente tutta la vita.
La patologia in Italia è sottoposta a notifica obbligatoria alle autorità sanitarie.

Caratteristiche generali.
Il morbillo è caratterizzato dalla comparsa di un esantema, simile a quello che si osserva nella scarlattina e nella rosolia, la sua durata varia tra i 10 e i 20 giorni. 
Nei primi stadi, la patologia presenta sintomatologie simili a quelle di un comune raffreddore (tosse secca, congiuntivite, naso che cola) a cui subentra febbre che tende a diventare sempre più alta. 
Tra gli altri segni abbiamo le famose macchie del koplik che compaiono nel retrobocca (segni prodromici) e dopo 3 o 4 giorni circa fa la sua comparsa il tipico esantema che tende a comparire prima dietro le orecchie, poi sul viso e infine su tutto il corpo. L'eruzione cutanea in genere tende a durare dai 4 ai 7 giorni per poi sparire gradualmente. A volte può restare una desquamazione della pelle per qualche giorno. 
Se da un lato il morbillo è una patologia che, con le dovute accortezze tende, in genere a decorrere senza troppe problematiche, bisogna sottolineare che siamo di fronte ad una malattia che non bisogna assolutamente sottovalutare, anzi al contrario; può presentare delle complicazioni che si rendono responsabili di conseguenze anche letali, tra l'altro in una percentuale non troppo ridotta di individui. Tra le complicazioni principali abbiamo ad esempio sovrainfezioni e superinfezioni batteriche, che si rendono responsabili di otite media, laringite, polmonitiencefaliti; che in molti casi tendono ad essere letali.
I neonati tendono ad essere particolarmente soggetti a queste complicazioni, così come i bambini malnutriti o individui che presentano problematiche a livello immunitario. Ciò non toglie ovviamente che le complicazioni possano colpire tranquillamente anche individui che prima della patologia non presentavano apparentemente complicazioni di alcun tipo. La diagnosi tende ad essere clinica, ovviamente anche le indagini di laboratorio possono confermare la presenza della patologia, tramite ricerca nel siero degli anticorpi diretti contro il virus. 
Il periodo di incubazione del virus è di circa 10 giorni. Tale periodo inizia nel momento in cui il virus entra nell'organismo e termina nel momento in cui si manifesta la febbre. L'individuo tende ad essere contagioso fino a 5 giorni dopo l'eruzione cutanea, ed è massima tre giorni prima, quando si ha la febbre. 

Trasmissione.
Il morbillo è una patologia particolarmente contagiosa, non è un caso che, come accennato sopra, rientri tra le patologie da notifica obbligatoria (classe II). 
Il contagio avviene tramite l'entrata in contatto con le secrezioni naso-faringee del malato o tramite le goccioline del Flugge, micro-gocce di saliva contenente l'agente eziologico, che vengono emesse attraverso il respirare, lo starnutire o il tossire.

Prevenzione: vaccinazione.
La vaccinazione ad oggi rappresenta una grande arma di prevenzione contro questa patologia. Il vaccino del morbillo appartiene alla classe dei vaccini contenente virus vivi attenuati. Esiste anche in forma trivalente, il famoso (Mpr: morbillo-parotite-rosolia) che permette di vaccinare anche contro il virus della rosolia e il virus della parotite.
Come tutti i vaccini contenenti virus vivi attenuati, il vaccino è sconsigliato a persone immunodepresse o sotto terapia immunosoppressiva, cosi come per le donne gravide o che desiderano esserlo nel mese successivo. Consigliato alle persone affette da HIV e che non hanno ancora sviluppato la sindrome nota come AIDS.

PESS (Panencefalite sclerosante subacuta).
Tra le altre complicazioni causate dal Morbillo vi è la Panencefalite sclerosante subacuta (PESS), ne parleremo in maniera più approfondita in un post successivo; anticipiamo qui che è una grave affezione ad esito generalmente letale, colpisce i bambini nella seconda infanzia o i giovani adolescenti e rappresenta una complicanza tardiva di un'infezione da morbillo, ciò è stato dimostrato da molti studi, che hanno rilevato:
  • Presenza di un elevato numero di anticorpi, presenti nel liquor e nel siero dei pazienti, neutralizzanti e inibenti l'emoagglutinazione nei confronti del virus del morbillo. 
  • Presenza di componenti antigeniche tipiche dei paramyxovirus e del morbillovirus nei neuroni e nelle cellule gliali.
  • Isolamento da biopsie cerebrali coltivate in vitro di una variante del morbillo che riproduce sperimentalmente nei roditori la patologia umana. 
In questo caso il virus presenta delle differenze a livello strutturale e genomico, tra i quali abbiamo mutazioni e riarrangiamenti del genoma virale, che determinano un'alterazione nei normali processi di replicazione del virus. Ad esempio mancanza, scarsa produzione o alterata struttura e quindi funzionalità, di alcune proteine strutturali tipiche del virus; la proteina M (proteina di matrice) l'emoagglutinina e la proteina coinvolta nel processo della fusione cellulare. Queste tre componenti proteiche sono molto importanti per il virus, per il suo ciclo vitale; sono necessarie per l'infezione e la maturazione dei virioni al termine del proprio ciclo litico. 
Grazie alla vaccinazione è possibile prevenire questa pericolosa complicanza. 

Questo in soldoni è ciò che il morbillo può provocare nelle persone che vengono interessate dalla sua azione patogena.
Vediamo brevemente alcune delle sue altre proprietà biologiche.

Struttura del virus.
Il virus del morbillo, presenta una morfologia tipica dei paramyxovirus. Il diametro delle particelle pleomorfiche risulta compreso tra i 120-250 nm (nanometri). Il nucleocapside possiede un genoma costituito da un'unica molecola di acido nucleico, non segmentato, un singolo filamento genomico di RNA a polarità negativa.
E' circondato dalla proteina nucleocapsidica N e risulta associato alla fosfoproteina enzimatica attiva P e alla grande proteina L, entrambe coinvolte nella trascrizione virale e nella replicazione. Il gene P, codifica anche per proteine non strutturali C e V (non presenti nell'immagine a lato), il doppio strato lipidico è in parte derivante dalla cellula ospite. Ritroviamo poi la proteina di matrice M e le componenti proteiche fondamentali per la fusione cellulare e l'attività emoagglutinante.

Moltiplicazione del virus.
La modalità attraverso la quale il virus del morbillo si moltiplica nell'organismo ospite è del tutto simile a quella degli altri membri della famiglia dei Paramyxoviridae.
L'associazione della particella virale alla superficie della cellula ospite è seguita dalla fusione tra l'involucro virale e la membrana cellulare, processo che permette la penetrazione della struttura nucleocapsidica all'interno del citoplasma. L'RNA a polarità negativa viene in seguito trascritto grazie all'azione delle proteine, enzimaticamente attive associate al nucelocapside, note come proteine P e L. L'ordine dei geni in termini dei loro prodotti è  N, P, M, F, H e L.  Dopo la replicazione dell'RNA genomico e la sintesi delle proteine strutturali all'interno del citoplasma della cellula ospite, la maturazione del virus termina con la sua fuoriuscita dalla cellula ospite. Durante il processo di replicazione si possono verificare delle mutazioni, le quali diventano responsabili della mancata fuoriuscita del virus dalla cellula ospite. Ciò può causare delle infezioni inapparenti. 
Inoltre il virus del morbillo può persistere silenziosamente per anni (con replicazione lenta e costante), rendendosi responsabile nel futuro di problematiche come la panencefalite sclerosante subacuta (PESS) e  fenomeni di epatite cronica autoimmune.

Patogenesi. 
Il virus del morbillo provoca un'infezione sistemica, in particolar modo a carico del sistema linfatico, respiratorio e a livello del sistema nervoso centrale. Le infezioni inapparenti sono molto rare. Come accennato sopra, la modalità di contagio possono essere dirette o indirette, tramite entrata in contatto con le secrezioni naso-faringee dell'ospite o le goccioline del Pflugge. Il virus quindi può penetrare nell'ospite suscettibile attraverso l'orofaringe e probabilmente la congiuntiva. La sua moltiplicazione a carico del tratto respiratorio e dei lifonodi regionali è seguita da una viremia primaria con diffusione del virus al resto del sistema reticolo endoteliale, dove avverrà un'ampia replicazione del patogeno.
Una seconda viremia si verifica tra i 5-7 giorni dopo, durante questo periodo il virus si diffonderà a livello della mucosa dei tratti respiratori, gastrointestinali, urinari, pelle e sistema nervoso centrale. 
In questi organi il virus si replica nelle cellule epiteliali, nelle cellule endoteliali, nei monociti e nei macrofagi. Con lo sviluppo di anticorpi sierici, il virus libero viene rapidamente eliminato dal sangue e dai fluidi corporei, ma persiste per diversi periodi nei tessuti linfoidi, polmonari, vescicali e nei leucociti polimorfonucleati. La replicazione del virus negli organi interessati alla sua azione determina inevitabilmente una risposta infiammatoria.
Le cellule infettate dal virus contengono antigeni virali, mostrano inclusioni nel citoplasma e nei nuclei. Le cellule infette possono fondere per formare cellule giganti.
Il tipico esantema che si osserva durante il morbillo è dovuto all'interazione tra le cellule endoteliali infettate dal virus e i linfociti T. L'inizio simultaneo del rush cutaneo e la comparsa degli anticorpi in circolo suggerisce un'azione immunitaria citotossica a carico delle cellule infettate dal virus.
Altra caratteristica è che nei casi di alterata funzionalità dei linfociti T, non si osserva alcuna eruzione cutanea e la progressione dell'infezione può portare a polmoniti con esito fatale. Gli encefalogrammi anormali sono comuni durante il morbillo, suggerendo frequenti invasioni virali del cervello.

Fonti:
  1. Anderson LJ, Heilman CA. Protective and disease-enhancing immune responses to respiratory syncytial virus. J Infect Dis. 1995;171:1. 
  2. CDC Measles-United States, 1994. MMWR. 1995;44(26):486. 
  3. Chen RT, Markowitz LE, Albrecht P. et al. Measles antibody: reevaluation of protective titers. J Infect Dis. 1990;162:1036.
  4. Ekom A, Wkefield AJ, Zack M, Adami HO. Perinatal measles infection and subsequent Crohn's disease. Lancet. 1994;344:508. [PubMed] 
  5. Godec MS, Asher DM, Swoveland PT. et al. Detection of measles virus genomic sequences in SSPE brain tissue by the polymerase chain reaction. J Med Virol. 1990;30:237. [PubMed] 
  6. Groothuis JR. Treatment and prevention of severe respiratory syncytial virus infection in young children. Current Opin Infect Dis. 1995;8:206. Haddock G, Coupar G, Youngson GG. Acute pancreatitis in children: a 15-year review. J Pediatr Surg. 1994;29:719. [PubMed]
  7.  Karron RA, Froehlich JL, Bobo L. et al. Rapid detection of parainfluenza type 3 RNA in respiratory specimens: Use of reverse transcription PCR enzyme immunoassay. J Clin Microbiol. 1994;32:484. [PMC free article] [PubMed] 
  8. Karron RA, Wright PF. et al. A live attenuated bovine parainfluenza virus type 3 vacine is safe, infectious, immunogenic, and phenotypically stable in infants and children. J. Inf. Dis. 1995;171:1107. [PubMed] 
  9. McIntosh K. Respiratory syncytial virus-successful immunoprophylaxis at last. New Engl J Med. 1993;329:1572. [PubMed] 
  10. McLean DM: Parainfluenza viruses. p.257. In Zuckerman AJ, Banatvala JE, Pattison JR (eds): Principles and Practice of Clinical Virology (3rd ed). John Wiley & Sons Ltd. Chichester, 1994 . Miller E, Goldacre M, Pugh S. et al. Risk of aseptic meningitis after measles, mumps, and rubella vaccine in UK children. Lancet. 1993;341:979. [PubMed] 
  11. Peltola H, Heinonen OP, Valle M. et al. The elimination of indigenous measles, mumps, and rubella from Finland by a 12-year, two-dose vaccination program. N Engl J Med. 1994;331:1397. [PubMed] 
  12. Thompson NP, Montgomery SM, Pounder RE. et al. Is measles vaccination a risk factor for inflammatory bowel disease? Lancet. 1995;345:1071. [PubMed]
  13.  Toms GL. Respiratory syncytial virus: virology, diagnosis, and vaccination. Lung. 1990;168S:388. [PubMed] 
  14. Welliver RC, Won DT, Middleton E Jr. et al. Role of parainfluenza virus-specific IgE in pathogenesis of croup and wheezing subsequent to infection. J Pediatrics. 1982;101:889. [PubMed]

lunedì 24 luglio 2017

PATOLOGIE SOTTOPOSTE A NOTIFICA OBBLIGATORIA.

Ci sono patologie che vengono sottoposte ad una sorveglianza speciale da parte delle autorità, si tratta di patologie infettive che sono considerate particolarmente pericolose per la salute non solo dei singoli individui, ma della comunità tutta.  I dati vengono comunicati alle ASL, e all'istituto superiore di sanità, ma anche l'ISTAT svolge un ruolo molto importante da questo punto di vista; attraverso i censimenti è possibile effettuare delle stratificazioni per fasce d'età, ciò può essere molto importante negli studi epidemiologici ad esempio. La sorveglianza delle malattie infettive è affidata al SIMI (sistema informativo delle malattie infettive). La raccolta dei dati riguardanti le patologie infettive viene svolta dai medici curanti e dalle notifiche che quest'ultimi inviano alle autorità sanitarie locali qualora se ne presenti la necessità. Le modalità con cui le patologie infettive vengono notificate seguono le direttive del decreto ministeriale del 15/12/90 e successive modifiche relative alla tubercolosi e altre patologie da micobatteriosi (decreto ministeriale 28 Luglio 1998). Il decreto ministeriale del 15/12/90, ha regolamentato la notifica della patologie trasmissibili, la programmazione sanitaria e gli eventuali interventi di prevenzione da mettere in atto. Il sistema informativo delle malattie trasmissibili è inoltre affiancato, per alcune patologie di particolare interesse, da specifici flussi informativi, sorveglianze speciali, che integrano tutti gli altri dati acquisiti.
Ogni paese europeo ha il suo buon parco di patologie che sottopone a notifica obbligatoria secondo specifiche modalità. Si va da un minimo di 22 in Francia ad un massimo di 80 in Finlandia. Alcuni paesi coinvolgono anche i laboratori di analisi nella segnalazione dei casi di patologia.
Tra i sistemi di sorveglianza speciali citati poco prima abbiamo:

  1.  La sorveglianza nei confronti delle meningiti (circolari Min. Sanità del 29 dicembre 1993 e del 27 luglio 1994), 
  2. La sorveglianza nei confronti della legionellosi (circolare del Min. della Sanità del 29 dicembre 1993).
  3. Sorveglianza nei confronti della malattia di Creutzfleld-Jacob (D.M. del 21 dicembre 2001).
  4. Sorveglianza nei confronti delle tossinfezioni alimentari (D.G.R. del 6 aprile 1999 e D.G.R. del 1 giugno 1999.
  5. Sorveglianza nei confronti del morbillo (Circolare 20 aprile 2007).
  6. La sorveglianza integrata nei confronti di morbillo e rosolia (Circolare 20 febbraio 2013).
  7.  Sistemi di sorveglianza attivate dall'Istituto Superiore di Sanità volte ad individuare casi di epatiti virali acute (SEIEVA).
  8. Sorveglianza nei confronti della sindrome emolitica-uremica (SEU).
  9. Sorveglianza per le malattie sessualmente trasmissibili (MST)
Abbiamo detto che anche i laboratori di analisi possono svolgere un ruolo importante nella notifica delle patologie infettive, esistono infatti i  sistemi di sorveglianza di laboratorio per le diarree infettive (D.G.R. 4259 del 04/08/98), le meningiti e le altre forme invasive da batteri (D.G.R. 4260 del 04/08/98), le micobatteriosi e la legionellosi (D.G.R. 2488 del 11/05/99) che permettono una migliore accuratezza diagnostica e facilitano l'indirizzo di eventuali azioni di profilassi da intraprendere.

Sotto una tabella riassuntiva delle patologie sottoposte a notifica nel nostro paese in base alle classi di appartenenza.
Nelle prime due classi vengono inserite patologie particolarmente contagiose e che possono causare gravi danni in caso di epidemie. Sono patologie che devono essere notificate entro pochissime ore alle autorità sanitarie locali (ASL) dalla loro rilevazione. Ad esempio nella classe 1 abbiamo patologie come le febbri emorragiche virali (Ebola, Marburg...) patologie estremamente pericolose, esotiche, non presenti quindi sul nostro territorio di osservazione. Per molte di queste patologie bisogna assolutamente isolare il paziente in maniera tempestiva, con tutte le precauzioni per la sua salute e chi lo circonda. Ancora ad esempio abbiamo il tifo esantematico o petecchiale, da non confondere con il tifo causato dalla Salmonella typhi, ma dovuto alla Ricketssia prowazekii.
Tra queste come possiamo notare, nella classe seconda per la precisione, vi sono molte delle patologie interessate dai piani di vaccinazione nazionale, il morbillo ad esempio, purtroppo ancora ai vertici della cronaca soprattutto negli ultimi periodi. Saranno argomenti di cui parleremo presto.

Per maggiori approfondimenti, consultare i seguenti indirizzi.
Fonti:


  1.  http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=902&area=Malattie%20infettive&menu=vuoto
  2. http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=650&area=Malattie%20infettive&menu=vuoto
  3. Banca dati SIMI

giovedì 13 luglio 2017

LA PULCE DELLA SABBIA: Tunga penetrans.


La tungiasi è una parassitosi della pelle, provocata da una piccola pulce conosciuta con svariati nomi (jiggers, pulce della sabbia, nigua, chica, pico, pique, suthi) sembra essere originaria del Sud America, si è diffusa in seguito anche nel continente nero, probabilmente importata nelle regioni dell'Africa Sub-Sahariana a partire dal 19° secolo. E' una patologia che tende a colpire principalmente le comunità emarginate, tendenti a vivere in forti condizioni di povertà e dallo scarso tenore igienico sanitario, ciò contribuisce notevolmente all'elevata morbilità nelle comunità colpite; determinando tra l'altro una seria compromissione della qualità della vita delle persone e delle comunità colpite da questa patologia...
Il post completo lo potete leggere sul blog satellite a questo indirizzo Biosproject:earth: Tunga Penetrans.

domenica 11 giugno 2017

ANCORA UN PO' DI PAZIENZA...

Lo ammetto, avevo detto solo alcuni giorni, ma le cose si sono complicate un poco, ciò non significa che io non mi sia messo al lavoro, in fondo sarà una specie di nuovo inizio per questo piccolo blog, a cui voglio dare non solo una semplice rispolverata ma anche una nuova visione, senza discostarsi troppo dalle intenzioni iniziali.  Quindi con molta certezza posso dire che questo blog ritornerà completamente attivo a partire dal 1° luglio 2017; ricomincerò da Biosproject: Earth e a ruota, il giorno successivo troverete qui un nuovo post! A presto!

mercoledì 12 aprile 2017

COME PASSANO IN FRETTA 4 ANNI...

A pensare che avevo intenzione solo di prendermi una piccola pausa...A chiunque legga questo post, sappia che Biosproject vive. Giusto qualche altro giorno di pazienza...

giovedì 11 luglio 2013

DIBATTITO SCIENZA: Appello ai parlamentari sulla mozione anti-OGM


Oggi in Parlamento verrà discussa e votata una mozione (potete leggerla all'indirizzo) anti OGM.
Dibattito Scienza, partito come un piccolo gruppo Facebook, oggi conta centinaia di utenti. 
Sono ricercatori, insegnanti, giornalisti, docenti universitari, blogger e semplici cittadini accomunati da un forte interesse per la scienza, che si ritrovano online per ricordare ai nostri politici che il progresso di un Paese dipende in maniera determinante dalle scelte fatte in materia di ricerca, tecnologia, energia, salute e istruzione. 
Dibattito Scienza ha inviato un appello ai parlamentari riportato in buona parte nel testo sottostante, la lettera potete leggerla anche al seguente indirizzo (dibattito scienza mozione OGM).

Onorevole Parlamentare.
 Il gruppo “Dibattito Scienza” è formato da oltre duemila persone accomunate dall’interesse per la scienza, che si sono poste l’obiettivo di promuovere il dialogo tra il mondo scientifico e la classe politica italiana. Crediamo infatti che un buon governo debba trovare le proprie linee guida anche nell’approccio razionale che contraddistingue il metodo scientifico. Siamo a conoscenza del fatto che in queste ore il Parlamento sta discutendo una mozione concernente “iniziative in merito alla diffusione in agricoltura di organismi geneticamente modificati, con particolare riferimento all’esercizio della clausola di salvaguardia”. Con la presente lettera, il nostro gruppo vuole esprimere il proprio dissenso in merito ai contenuti della mozione suddetta. A lasciarci perplessi è innanzitutto la richiesta di adottare la clausola di salvaguardia per una coltura geneticamente modificata già approvata dall’Unione Europea. Una coltura OGM, prima di essere autorizzata dall’UE, subisce un lungo e severo processo di valutazione che ne certifica la sicurezza per l’ambiente e per la salute umana. L’adozione della clausola di salvaguardia diventa possibile solo quando vi siano “nuove o ulteriori informazioni divenute disponibili dopo la data dell’autorizzazione e che riguardino la valutazione di rischi ambientali o una nuova valutazione delle informazioni esistenti basata su nuove o supplementari conoscenze scientifiche” (dir. 2001/18/CE, Art. 23). Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, tuttavia, riteniamo un simile provvedimento ingiustificato e guidato più da idee preconcette che non dai fatti. Lo studio di Séralini et al. a cui si fa riferimento nella mozione, oltre a essere stato duramente criticato dalla comunità scientifica per gravi debolezze metodologiche, è già stato esaminato dall’EFSA (European Food Safety Authority), che ha espresso il seguente parere: “Gravi vizi di progettazione e metodologia nello studio di Séralini et al. comportano che esso non soddisfi standard scientifici accettabili e che non ci sia necessità di riesaminare le precedenti valutazioni sulla sicurezza del mais geneticamente modificato NK603″. L’avversione ideologica nei confronti di questa tecnologia è stata confermata dal ministro Nunzia De Girolamo, che ha annunciato di voler lavorare a un decreto volto a rendere illegale, su tutto il territorio italiano, anche la coltivazione di OGM già autorizzati dalla UE. Un simile provvedimento esporrebbe il nostro Paese a una procedura di infrazione (l’ennesima!) da parte dell’Unione Europea, e negherebbe a ogni agricoltore italiano il diritto di coltivare legittimamente un prodotto già autorizzato dall’autorità competente in materia. Spesso si dice che gli OGM sono sinonimo di quantità e non di qualità, ragion per cui sarebbero un pericolo per il nostro settore agroalimentare, fatto di eccellenze e di prodotti locali apprezzati in tutto il mondo. Ebbene, occorre ricordare che gli allevatori italiani utilizzano enormi quantità di mangime OGM importato dall’estero, e che molti dei nostri prodotti Made in Italy, come il Parmigiano Reggiano, derivano proprio da animali alimentati con OGM. Perché, quindi, non permettere la coltivazione sul nostro territorio a chi ne vorrà fare uso, piuttosto che rimanere dipendenti da costose derrate estere che stanno peraltro danneggiando la filiera italiana? Un clima più favorevole a questa tecnologia, inoltre, consentirebbe ai nostri ricercatori di mettere a punto colture geneticamente modificate adatte alla tipicità del nostro sistema agro-alimentare (come il pomodoro San Marzano resistente a un virus, sviluppato da un’azienda italiana), riducendo la dipendenza dalle grandi società sementiere straniere. Per ridimensionare il potere delle multinazionali bisognerebbe incentivare davvero la ricerca pubblica sugli OGM – compresa la sperimentazione in campo aperto, e non soltanto in ambiente confinato, come riportato nella mozione. Al contrario, distruggere i campi sperimentali dell’Università della Tuscia, come è stato fatto nel giugno 2012, non ci sembra affatto un modo per promuovere la ricerca sugli OGM. Vogliamo infine ricordarle come esistano prodotti molto diffusi (il grano Creso con cui produciamo la nostra pasta ed il pompelmo rosa come esempi notevoli) ottenuti con tecniche come l’irraggiamento con radiazioni nucleari o l’uso di sostanze chimiche mutagene. Di fatto sono organismi geneticamente modificati, eppure non sono stati ostacolati allo stesso modo degli OGM. Prima di salutarla, vorremmo segnalarle alcuni articoli, libri e link a supporto delle nostre considerazioni. Ci auguriamo che troverà queste letture interessanti, che possa discuterne serenamente con i suoi colleghi onorevoli e che possa esprimere il suo voto con razionalità e senza condizionamenti ideologici. 
Link utili:
Libri:
Distinti saluti
Il gruppo Dibattito Scienza