venerdì 28 luglio 2017

APPROVATO IL NUOVO PIANO VACCINALE: una piccola considerazione personale.

In genere evito di scrivere post dove esprimo il parere personale su questa o quella faccenda, non rientra tanto negli scopi del blog ecco, creato con lo scopo di voler condividere e parlare di ciò che studio e che mi appassiona. Ma per una volta farò uno strappo alla regola.
E' stato finalmente approvato il piano vaccinale. Parliamoci chiaro, vi era la necessità di prendere una netta posizione sul drastico calo delle vaccinazioni nel nostro paese, soprattutto dopo l'epidemia di morbillo che ormai è presente nel nostro paese. La vaccinazione è un dovere oltre che un diritto, proteggendo se stessi si protegge anche chi ci sta intorno evitando tutte le conseguenze a cui molte patologie ci espongono.
Sul dilagare dei movimenti no-vax non mi voglio soffermare ne dilungare assolutamente, sicuramente alla base vi è una grave disinformazione.
Le vaccinazioni obbligatorie passano quindi da quattro a dieci, restano facoltative quelle anti-pneumococco ed anti-rotavirus, i vaccini contro meningococco B e C.
Innanzitutto bisogna sottolineare che le vaccinazioni raccomandate non sono vaccinazioni di serie B così come non lo sono le patologie verso le quali sono indirizzate. E' sicuramente una vecchia distinzione fatta nel passato, una misura obbligatoria resa necessaria per rispondere in maniera coatta nei confronti di quelle terribili malattie che avevano causato migliaia di morti o gravi danni alla salute. Le vaccinazioni da questo punto di vista hanno avuto un indiscutibile successo e diciamocelo pure lo ha avuto anche la scelta di renderle obbligatorie, diminuendo enormemente e in alcuni casi annullando le catene di trasmissione dei patogeni. Quindi alcune vaccinazioni furono considerate obbligatorie, rispetto ad altre sicuramente a causa dell’emergenza epidemica del tempo e dalla necessità di dare una copertura immunitaria a tutti. Raccomandato o obbligatorio è solo una distinzione obsoleta in parole povere. Ogni stato opta sicuramente per quelle che ritiene le strategie più adeguate, ma qui ci sarebbe da discutere molto. In Inghilterra si sono verificati anche seri problemi sanitari a causa della scelta di non obbligare le vaccinazioni, ed eventuali corse ai ripari. Personalmente ritengo giusto da parte di uno stato prendere una netta posizione riguardo ad un argomento così importante, ritengo giusto "imporre" un'obbligatorietà, soprattutto a fronte di un netto calo della copertura vaccinale e quindi di quella famosa immunità di gregge che ci permette di proteggere le comunità. Mi rendo conto che il concetto di obbligatorietà può far storcere il naso o lasciare interdetti. Ma è assolutamente necessario! Qualcuno parla di responsabilizzare le persone alla vaccinazione, ma attenzione non è così semplice. Parliamoci chiaro, promuovere, significa informare, educare, ma per farlo c'è bisogno anche di una controparte che con senso civico risponda positivamente, con responsabilità appunto; e quando la responsabilità manca si verificano brutte cose!
A questo aggiungiamo una non adeguata lotta alla disinformazione portata avanti da movimenti anti-vaccinisti (tra le cui fila annoveriamo persone dal basso profilo culturale e di istruzione perdonatemi, non saprei come altro definire ciarlatani/somari che si improvvisano cultori della materia), una scarsa attenzione e non adeguata comunicazione dei rischi ed una brutta e culturalmente scorretta avversione nei confronti della prevenzione (dal non voler rispettare o impegnarsi a capire perchè certe cose vengono fatte), nei confronti non solo di se stessi ma anche del prossimo, della comunità in cui si vive, perché la salute non è solo un sacrosanto diritto, ma diventa un dovere altrettanto sacrosanto. Con le vaccinazioni si protegge anche il prossimo. Ovviamente con ciò non significa che sia stata limitata la libertà delle persone, libertà non significa libertinaggio, non significa fare quello che ci pare e piace. Quando si vive in una comunità bisogna prendersi delle responsabilità e vaccinarsi rientra tra queste. Evitare che le patologie si diffondano, con tutte le conseguenze del caso. 

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